Per sopravvivere ci vuole un carattere. La formazione dei propri tratti caratteriali come strategia per gestire vulnerabilità e bisogno d’amore.

Ogni essere umano, nella propria infanzia, ha bisogno di persone adulte a cui riferirsi, persone da cui dipende la propria crescita, che possano garantirgli accudimento e una sufficiente dose di amore per il proprio sviluppo.

Tale bisogno mette il bambino in una posizione di dipendenza e vulnerabilità rispetto a chi, come adulto, avendo più strumenti e competenze, oltre alla responsabilità del proprio ruolo, esercita inevitabilmente un maggior potere. 

È proprio nei primi anni che il bambino farà l'inevitabile esperienza di non ricevere tutto l'amore e l'attenzione che sarebbero necessari per soddisfare il suo bisogno continuo e totalizzante, praticamente impossibile da soddisfare anche per il più amorevole e attento dei genitori

La carenza d'amore e attenzione può assumere varie forme: da un breve allontanamento del genitore per svolgere attività quotidiane, a una sua effettiva assenza fisica e/o psicologica, da una sgridata occasionale a un’ingiustizia, fino a veri e propri abusi di ogni genere, fisici, emotivi, intellettuali. 

In ogni caso, l'interruzione del flusso d'amore sarà un'esperienza dolorosa per il bambino che, avendone un bisogno vitale e continuo, ne vive la mancanza come una minaccia per la sua stessa sopravvivenza

A livello inconscio l'equazione è: assenza d'amore uguale morte! Una sensazione di vuoto e disperazione insostenibile. 

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E, proprio perché tutto questo non è sopportabile, il bambino, spinto dal suo istinto di sopravvivenza, inizia a mettere in atto strategie e comportamenti sempre più funzionali a recuperare quel flusso d'amore che si è interrotto, in una dinamica che si ripete nel tempo e che quindi a lungo andare va a strutturare il suo carattere

Ad esempio, un bambino che riceve attenzione solo quando piange, è triste o ha qualche problema, potrà sviluppare da adulto un carattere tendente al vittimismo o a forme di malinconia e depressione; al contrario, adulti sempre compiacenti, allegri, positivi potrebbero essere stati dei bambini che per ottenere amore dovevano essere sempre contenti e gioiosi, reprimendo eventuali emozioni di rabbia o tristezza. 

Poiché nei primi anni di vita il bambino non possiede una corteccia prefrontale del tutto sviluppata e non è quindi in grado di comprendere consapevolmente i propri vissuti né di elaborarli con cognizione di causa, tutto il processo di formazione del carattere si svolge ad un livello più profondo, il livello del subconscio. 

Per cambiare tratti del proprio carattere, è necessario prima di tutto riconoscere che esiste un legame tra i nostri drammi attuali e quel bisogno di amore non soddisfatto che abbiamo sperimentato da bambini, e renderci conto che il trauma subito nell'infanzia, piccolo o grande che sia, continua a condizionare le nostre vite di adulti. 

Poter accogliere con amore e compassione questa nostra parte più fragile, questo bisogno d’amore insoddisfatto, è il primo passo verso l’autoguarigione. 

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di Lucrezia Lupoli.

Tags: compassione, carattere, amore, genitori, bambino, sopravvivenza, cambiare

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