Perdonare per vivere nel presente - seconda parte. Come liberarsi dai fardelli del passato, per vivere una vita autentica e connessa al proprio essere.

Prima parte

Ogni emozione, compresa la rabbia, può portare sapienza, consapevolezza e condurre a ciò che alcuni chiamano illuminazione. La rabbia può diventare qualcosa da cui apprendere, da affrontare interiormente e da trasformare poi in qualcosa di utile per noi e per il mondo.

L'attenzione rivolta alla questione della collera avvia un vero e proprio processo di trasformazione, che dalla rabbia porta alla comprensione e infine all'accettazione di quanto accaduto, permettendo di perdonare e quindi di lasciare andare quanto accaduto nel passato: perché la chiave per uscire dal buco nero del rancore e tornare a vivere una vita connessa a noi stessi e al momento presente è proprio il perdono

Il primo passo del processo è la consapevolezza: riconoscere che quando la nostra rabbia è persistente e non gestibile, siamo di fronte ad un’illusione, ovvero ad una percezione non del tutto corretta dell’evento scatenante. Ad un certo livello del nostro inconscio, l'immagine che vediamo della persona, o della situazione che ci fa arrabbiare, è quella che abbiamo vissuto nel passato e che ci ha provocato un profondo dolore. Questo sfasamento spiega perché spesso la rabbia che proviamo oggi non è quasi mai commisurata alla gravità del fatto. 

2perdono2 

Il secondo passo è il diradarsi delle illusioni che ci permette di sollevare i veli e di non prendere troppo sul serio la prima impressione. Ci permette di guardare oltre. È questo un passo che si compie in vari stadi e che richiede pazienza, attenzione e coraggio. Per strappare le illusioni è infatti necessario aspettare il dolore, guardarlo con attenzione quando arriva, attraversarlo correndo il rischio di morire... e, infine, sopravvivere. L'esperienza consapevole di questo processo ci regala inaspettatamente una nuova prospettiva sulla nostra vita presente, un senso di distacco da chi o cosa ci faceva soffrire. E si tratta, questa volta, di un distacco non più protettivo ma in grado di rimetterci in contatto prima di tutto con noi stessi e la nostra capacità di amarci, e poi con l'altro e con la vita stessa. 

Il terzo passo è proprio il perdono: comprensione e compassione prima di tutto verso noi stessi, accettazione per quanto è accaduto e infine un atto consapevole che lascia andare il vecchio per fare spazio al nuovo. 

Con il perdono, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, si impara a proteggere il proprio territorio, a segnarne chiaramente i confini, ad arrabbiarsi se necessario, e ad essere comunque disponibili, accessibili, capaci di generare, nel senso creativo del termine. 

2perdono3

Perdonare non significa negare collera e sofferenza, far finta di niente, sopportare il dolore finché tutto si acquieta o temporaneamente svanisce, ma richiede il soffermarsi sulle ferite per poterle suturare e trasformare in cicatrici. 

C'è poi un altro passo che permette di ancorare e integrare il perdono nella nostra vita e consiste nell'usare in modo nuovo l'energia, costretta fino ad oggi nella collera e finalmente liberata. Si tratta di praticare nuovi comportamenti. La ricerca e il lavoro svolto non bastano e, come scrive Clarissa Pinkola Estès, non esiste una sostanza, un materiale che in un lampo rimetterà tutto a posto per sempre. Possiamo avere tutta la conoscenza e comprensione dell'universo, ma ciò che conta, ciò che cambia davvero le cose è la pratica: occorre compiere quanto si è compreso ogni volta che è necessario, il più a lungo possibile, o per tutta la vita. 

Quindi, per concludere, il perdono non è un'idea, non è un semplice atto di volontà, ma è un pro-cesso psichico fatto di molti strati, è qualcosa che si comincia e si continua a perseguire nel tempo, e che ognuno sperimenta a modo suo e a tempo debito. 

Come scrive Clarissa Pinkola Estès, “l'opera di completamento richiede una vita”. 

di Lucrezia Lupoli.

Tags: consapevolezza, Perdonare, pazienza, compassione, tempo

  • Home
  • NEWS
  • Perdonare per vivere nel presente - seconda parte. Come liberarsi dai fardelli del passato, per vivere una vita autentica e connessa al proprio essere.