Ovunque ma non qui. Cos’è che può rendere una situazione “insopportabile”?

Capita a molte persone di avere la sensazione, il desiderio di essere altrove, di pensare “ovunque ma non qui”, di volersi sottrarre alla situazione nella quale si trovano e che sembra insopportabile. Sembra, perché in realtà siamo sempre sopravvissuti, abbiamo sopportato tutti questi attimi di vita non desiderati. E, indubbiamente, il fatto di averli superati è quello che oggi ci supporta e che ci ha reso più forti, grazie alla nostra resilienza.

Ma cos’è che può rendere una situazione “insopportabile”? Qualunque essa sia siamo noi che, attraverso tutta una serie di scelte, consapevoli o no, ci siamo arrivati. E cosa ci ha portato lì dove non vorremmo trovarci? Scelte “sbagliate”, incoerenza o il semplice fatto di aver preso delle decisioni dettate dal desiderio di assecondare qualcuno, invece di ascoltare noi stessi? Quando affiora la voglia di fuga dall’istante presente, abbiamo diverse opzioni da prendere in considerazione: possiamo far ricorso a palliativi (guardare la tv, bere un bicchiere di vino, prendere tranquillanti o qualunque altra cosa ci distolga da lì); possiamo eclissarci in un universo parallelo (sogni ad occhi aperti); possiamo aspettare che passi (resistendo al desiderio); possiamo assecondare il nostro desiderio di fuga (fare un viaggio, cambiare casa, lavoro, città). Ognuna di queste scelte comporta però, per dirla con le parole di Emil Cioran, “quel male di trovare ovunque soltanto il desiderio di essere altrove”. E di nuovo vorremmo essere ovunque ma non qui. 

ovunque ma non qui 2

Ma c’è un’alternativa: possiamo accettare la situazione. Accettare quel momento di disagio, cercare di capire cosa, esattamente, provoca non solo il desiderio di fuga, ma anche l’illusione che altrove sarebbe meglio. Se proviamo davvero ad immaginare di essere ovunque ma non qui, ci ritroveremo immancabilmente riconfrontati con noi stessi. Nel momento in cui “arrediamo” questo sogno con elementi di vita pratica realizziamo che pur trovandoci altrove, la persona al centro non cambia: sempre di noi si tratta. All’improvviso la prospettiva diventa meno allettante e ci possiamo rendere conto che non è la situazione a creare il disagio, siamo noi. È qualcosa in noi che ci dà fastidio, che non siamo pronti ad accettare, che rifiutiamo. Finché non ci rendiamo conto di questo abbiamo a disposizione un’infinità di scuse, possiamo dare la colpa agli altri, all’universo, al destino, alla sfortuna… mentre l’accettazione ci riporta a immancabilmente a noi stessi. Sentendo la situazione spiacevole reale e immaginando come ci sentiremmo ovunque ma non qui, si crea uno stato che ci permette di guardarci da una certa distanza e di scegliere se davvero vogliamo sentirci così, barricati dietro a un muro di scuse e pretesti. Ed è lì che si aprono le porte: riconnettendoci con il nostro Io Essenziale possiamo fare un check con le nostre parti per individuare dove risiede il disagio, e da questa consapevolezza possiamo decidere liberamente se e come agire. Stando presenti a quel momento, rinunciamo alla presunzione di sapere già come si comporteranno le altre persone o l’universo - e solo così diamo anche agli altri la possibilità di comportarsi diversamente. 

ovunque ma non qui 1

In realtà si tratta semplicemente di essere completamente presenti al momento, staccarsi dalle sensazioni “indotte” e affidarsi solo a quello che effettivamente c'è. Spesso la presenza vera implica l’abbandono della propria zona di comfort, perché vengono a meno tutti gli autoinganni che sorreggono l’orgoglio, il sentirci nel giusto, l’incolpare gli altri - e nello stesso tempo apre le porte alla sorpresa, alla scoperta, alla novità. Il voler essere ovunque ma non qui non è quindi altro che un rifiuto di vedere cosa ci succede dentro, la tentazione di rimanere sulla strada automatica ossia nella nostra zona di comfort. Lasciamoci sorprendere da quel che può offrire la presenza vera, fidiamoci del nostro Io Essenziale sulla strada libera: se ci ha portato fin qui, male che vada ci sarà da imparare qualcosa e da fare un altro passo di crescita verso un migliore!

 

di Anne Gygi

 

 

  • Home
  • NEWS
  • Ovunque ma non qui. Cos’è che può rendere una situazione “insopportabile”?