Vivere per lavorare o lavorare per vivere? Gli ingredienti per un’integrazione armoniosa tra vita e lavoro.

Quanto spesso ci succede di farci la domanda: vogliamo vivere per lavorare o lavorare per vivere?

E se invece provassimo a rimescolare le carte e a guardare a questa relazione tra vita e lavoro in modo integrato, come un flusso continuo? Come se non fossero due temi contrapposti ma due aspetti che possono convivere e possono addirittura arricchire la nostra quotidianità?

“Il lavoro non mi piace, non piace a nessuno. Ma mi piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare sé stessi”

J. Conrad.

Significato della parola lavoro

Per iniziare questa riflessione, partiamo dal significato etimologico della parola lavoro che deriva dal latino labor, ossia fatica, fatica intesa come un valore che aiuta a crescere e a conoscersi, e anche intesa come movimento, come azione vitale e attiva che caratterizza le attività lavorative.

Andando ancora più indietro, all’origine della parola lavoro troviamo la radice sanscrita labh-  (a sua volta dalla più antica radice rabh-), che in senso letterale significa afferrare, mentre in senso figurato vuol dire orientare la volontà, oppure intraprendere. È allora possibile intendere il lavoro come una vocazione, una possibilità di esprimere la propria volontà. Un ambito che possa permettere l’espressione di un senso ampio di sé, anche in relazione alle altre persone con cui si lavora. Ed ancora, il termine lavoro è correlato al verbo greco antico λαμβάνω (lambano) che esprime l'idea di afferrare, prendere, e richiama il movimento del dare e del ricevere presente nel lavoro, l’ottenere quello che il lavoro permette di raggiungere, sia in termini economici, sia in termini di espressione di valori e di un’etica personale e professionale, e sia di soddisfazione di bisogni personali. Possiamo quindi chiederci come questo ottenere potrebbe essere messo in connessione all’ambiente che ci circonda, come potrebbe essere una ricchezza per le nostre relazioni.

La domanda su cui potrebbe essere interessante riflettere diventa quindi: come riuscire a vivere lavorando e a lavorare vivendo?

 vivere per lavorare 2

Quali potrebbero essere alcuni degli ingredienti che permettano al lavoro di essere armoniosamente inserito nella vita e non una parentesi tra un pezzo di vita ed un altro? E, viceversa, cosa potrebbe aiutarci a integrare il lavoro con attività diverse, ma anche con le nostre emozioni, i nostri pensieri e i nostri valori?

Volontà – Il semplice atto di voler creare un’integrazione tra vita e lavoro, a partire da qualunque situazione, genera immediatamente una spinta creativa in cui possono manifestarsi nuove idee e soluzioni.

Autenticità – Per poter esprimere sé stessi nel lavoro, è necessario essere sé stessi, essere autentici, far entrare la nostra vita nel lavoro. Come sarebbe la nostra vita lavorativa se le qualità, i valori, le conoscenze e competenze personali potessero arricchirne la qualità? E questo in qualsiasi azione si compia, dalla più semplice alla più complessa. Con quale attitudine e pratica sarebbe possibile vivere il lavoro, portando le proprie specificità e la propria autenticità ogni giorno?

Presenza – In questo senso è possibile guardare il proprio lavoro come un’esperienza sempre nuova, in cui ogni attimo è distinto dal precedente e dal successivo. Se siamo pienamente presenti in ogni momento nel nostro lavoro, invece di voler essere da qualche altra parte,  ci rendiamo conto che possiamo godercelo, che possiamo rispondere ad ogni stimolo con creatività, che possiamo affrontare ogni problema da io essenziale, con calma e centratura.

Ascolto di sé – Ognuno può trovare il proprio passo, il proprio ritmo nel vivere lavorando e nel lavorare vivendo attraverso l’ascolto di sé, chiedendo a se stessi come ci si vuole sentire, come si vuole contribuire nel proprio mondo, quali obiettivi si vogliono raggiungere.

Visualizzare – Ci si potrebbe immaginare presenti a sé, con l’attenzione rivolta a rinnovare ogni giorno il modo di vivere il lavoro permettendo che sia arricchente per la vita propria e di chi ci si sta accanto, e che da questo spazio si possa poi passare al vivere gli altri ambiti della vita, in un fluire che abbia il senso e l’equilibrio che ognuno di noi sente più giusto per sé.

vivere per lavorare vignetta

 di Anna Paganotto.

Tags: essere, vivere, lavorare, relaione, fatica, valore, vocazione, volontà, obiettivi, presenza, ascolto

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