Felici si può. 4 cose da imparare dal più importante studio sulla felicità degli ultimi 80 anni

A chi è capitato di voler viaggiare nel tempo, per vedere se le scelte che sta facendo oggi porteranno felicità e soddisfazione nel futuro? Una ricerca scientifica può dare qualche spunto in questa direzione: si tratta dell’Harvard Study of Adult Development, uno dei più lunghi studi sulla vita adulta mai fatto prima, che ha monitorato 724 persone per 78 anni. I ricercatori hanno intervistato queste persone ogni due anni, investigando sulla loro salute fisica e mentale, la loro vita professionale, i loro rapporti di amicizia e le relazioni di coppia. Gli intervistati venivano inoltre sottoposti periodicamente a test medici, tac ed esami del sangue.

Così, osservando la vita di queste persone da una posizione privilegiata, i ricercatori hanno potuto valutare le decisioni che di volta in volta venivano prese, considerandone poi le conseguenze.
Lo psichiatra Robert J. Waldinger, direttore dello studio, ha dichiarato che i risultati della ricerca sono stati pubblicati negli anni su riviste specializzate, raggiungendo così una platea abbastanza vasta. Gli articoli pubblicati sono più di 100 fino ad ora e contengono dati a sufficienza per farsi un’idea di cosa può giovare alle nostre vite.

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Ecco allora 4 lezioni da ricordare e da applicare quotidianamente.

1. Un’infanzia felice ha effetti molto, molto duraturi

Due genitori amorevoli nell’infanzia sono garanzia di rapporti sani e solidi nella vita da adulti. Un’infanzia felice, infatti, ha il potere di estendere il proprio effetto benefico per molti anni, influendo positivamente perfino sulla salute fisica. Anche un buon rapporto con fratelli e sorelle è un ingrediente fondamentale per la felicità: lo studio ha provato che i soggetti che avevano coltivato un rapporto stretto con almeno uno dei fratelli o sorelle, erano meno propensi a soffrire di depressione rispetto a chi aveva interrotto i legami di questo tipo.

2. Nonostante questo, chi ha vissuto un’infanzia infelice si è riscattato nel corso degli anni

Chi ha avuto la sfortuna di essere stato bambino in ambienti poco amorevoli – ad esempio in famiglie violente, con genitori anaffettivi o abbandonanti – da adulto ha avuto più difficoltà di chi, al contrario, ha avuto genitori presenti nel modo giusto. Tuttavia, questi soggetti hanno dimostrato una grandissima resilienza: da un lato come forma di riscatto (molti di loro hanno raggiunto l’apice del successo lavorativo), dall’altro sviluppando una grande capacità di amare i propri figli, come a volergli dare ciò che loro non avevano potuto ricevere.

3. Imparare a gestire lo stress dà i suoi frutti

Tutti nel corso della vita impariamo bene o male a gestire lo stress e a diminuire l’ansia. Waldinger e il suo team hanno scoperto che alcune di queste strategie, chiamate adattive, hanno effetti più duraturi di altre. In particolare, ne hanno esaminate tre:

- l’altruismo. Dare agli altri è un modo molto efficace per essere più felici. L’altruismo sposta l’attenzione dal nostro IO e ci permette di guardare fuori, di provare empatia e apprezzare ciò che il mondo ci regala, oltre la montagna del nostro Ego.

- la sublimazione. In psicoanalisi si tratta di un meccanismo con il quale si trasforma una pulsione aggressiva in un’azione costruttiva. Ad esempio: ti senti trattato male dal tuo capo e così inizi a difendere i diritti tuoi e dei tuoi colleghi. In altre parole, lo studio ha dimostrato che chi è riuscito negli anni a riciclare situazioni negative trasformandole in positive per sé e per gli altri, ha tratto benefici a lungo termine.

- la soppressione. Anche qui si tratta di un meccanismo di difesa che, coscientemente, tende a evitare i sentimenti spiacevoli. Ad esempio, si mettono volontariamente da parte frustrazioni e preoccupazioni e ci si dedica a fare piani per il futuro. Così facendo, quella vocina interiore che ci sabota continuamente, perde potere, si scarica e ci permette di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Inoltre, lo studio ha dimostrato che l’utilizzo delle strategie adattive ha avuto ulteriori effetti benefici: ha permesso a queste persone di stare più facilmente con gli altri; di ottenere, a loro volta, più supporto e vicinanza dalla società e di mantenere le loro menti sempre vivaci e reattive anche in età avanzata.

4. Stare con gli altri ci tiene al sicuro dagli alti e bassi della vita

Waldinger dichiara: “la cosa importante è la qualità delle nostre relazioni”. E il suo studio ci dice qualcosa in più: non solo la qualità, ma anche la quantità conta. Le persone che hanno speso gran parte della loro vita con altre persone sono risultate sempre più felici, giorno dopo giorno. E ancora più efficace, per essere felici, è il tempo speso con un partner amorevole

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di Filippo Scarcia.

Tags: felicità, stress, imparare, depressione, infanzia, salute, ansia, resilienza, partner

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