Dopotutto, domani è un altro giorno! Come evitare di cadere nella trappola della procrastinazione.

Se fai parte del club dei procrastinatori seriali, quelli che trovano sempre un’ottima ragione (o scusa) per rimandare a domani quello che potrebbero fare oggi, questo articolo potrebbe interessarti.               

Il procrastinare lo si può definire una forma di evitamento, che permette di non entrare in contatto con le proprie insicurezze, e con ciò che non ci piace fare. In questo modo si evita di affrontare una serie di preoccupazioni o di emozioni che ne derivano. 

A quasi tutti accade di ritardare in un’attività: se questo si verifica saltuariamente potremmo trovarci nell’area della pigrizia, se invece costantemente rimandiamo qualsiasi impegno o scadenza, abbiamo a che fare con la procrastinazione.

Esistono diversi stili differenti di procrastinazione:

Il procrastinatore rilassato è spinto dal voler evitare la noia e pertanto rimanda le attività o incombenze ritenute noiose. Spesso inizia tali attività con energia ed entusiasmo, ma, venuto meno il fascino della novità, ad un certo punto perde l’interesse e smette. 

Il procrastinatore preoccupato, invece, rimanda perché non ha fiducia nelle proprie capacità, fa fatica a gestire lo stress ed è spesso bloccato dalla paura del fallimento o del giudizio o anche dalla convinzione di non meritare il successo.

Il procrastinatore perfezionista non inizia e non porta a termine nessun compito se non riesce a farlo in maniera perfetta; spesso non si sente mai abbastanza pronto per iniziare e rimanda a quando avrà migliorato le proprie capacità o a quando avrà acquisito tutte le competenze necessarie a svolgere un determinato compito.

Il procrastinatore ribelle rifiuta per partito preso qualunque pressione o regola, sia proveniente dagli altri che da se stesso, e, consapevolmente o no, boicotta ogni possibilità di accettare tali regole.

procrastinazione 2

La procrastinazione è una forma di autoinganno, in cui ci possiamo raccontare che abbiamo ancora tempo e che domani riusciremo senz’altro a portare a termine i nostri impegni. Ci giustifichiamo con noi stessi e con gli altri elencando decine di scuse e di buone ragioni per rimandare. Poi i giorni passano e ci rendiamo conto all’improvviso che il tempo sta per finire, che la scadenza si avvicina. Lo stress aumenta, ci sentiamo sotto pressione, e a quel punto, nella maggior parte dei casi, agiamo e, in un modo o nell’altro, riusciamo a portare a termine il nostro compito, pagando dei costi in termini di salute, benessere e qualità del lavoro svolto. 

Spesso ci promettiamo solennemente che d’ora in avanti organizzeremo meglio il tempo a nostra disposizione, che saremo più disciplinati. Ma al prossimo impegno da portare a termine ecco che ricadiamo nel solito meccanismo

Per gestire la procrastinazione possiamo adottare le seguenti regole suggerite da Rory Vaden autore di un interessante testo sulla procrastinazione:

Passare all’azione: Soprattutto per i procrastinatori preoccupati, spesso basta fare il primo passo per far diminuire paura e insicurezza. Sembra banale, ma l’unico modo per agire è… agire! 

Fare una lista delle priorità: Fare una lista dei compiti da svolgere in base all’urgenza ci permette di organizzare meglio il nostro tempo ed eventualmente di rimandare ciò che non deve essere fatto immediatamente.

Dire di no: Non è necessario accettare tutti i compiti che ci vengono proposti, soprattutto se ci potrebbero distogliere da ciò che per noi è davvero importante. Saper dire di no è una regola fondamentale per rimanere concentrati sui propri obiettivi.

Una cosa alla volta: Fare più cose contemporaneamente non è un modo efficace di operare, perché il cervello non può concentrarsi su troppe variabili allo stesso tempo.

Delegare: Imparare a delegare è necessario per sviluppare modi più efficaci per lavorare. “Magari, le cose non saranno fatte a regola d’arte come le fareste voi, ma questo libererà del tempo per voi e, con la pratica, anche chi vi aiuta diventerà più abile”.  

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Usa il tempo, non lasciare che scivoli via! 

(William Shakespeare)

di Gigi Mastrangelo. 

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