Viaggiare è un po’ cambiare. Passo dopo passo ci aiuta ad arricchire la nostra consapevolezza.

La parola viaggio proviene dal latino viaticum, derivato di via, parola che esprime un senso di allontanamento da qualcosa (andare via): con viaggio si intende quindi l’azione di muoversi, di spostarsi da un luogo all’altro. Il viaticum latino era la “provvista per il viaggio”, e nella religione cattolica il viatico è l'eucaristia impartita a chi è in pericolo di vita, o a chi sta morendo: una “provvista” spirituale per il grande passaggio esistenziale dalla vita terrena al mistero della morte e dell’aldilà.

Ma cosa ci viene in mente quando sentiamo la parola viaggiare? Forse il desiderio (tipico del lunedì mattina!) di prendere il primo aereo per andare chissà dove; oppure ci immaginiamo a bere una piña colada sdraiati su una spiaggia caraibica; o ancora pensiamo ad un avventuroso giro per il mondo. Ma se ci soffermiamo a riflettere, possiamo notare che la parola viaggiare, che evoca appunto immediatamente gioia e spensieratezza, ha anche altri significati: si può o si “deve” viaggiare per lavoro, evento spesso vissuto come faticoso e noioso; si può viaggiare con il pensiero, attività che non richiede impegno in senso fisico o economico ma che, proprio per questo, può diventare un’assuefazione o un modo per fuggire dalla realtà; o si può viaggiare dentro di sé, dedicare un po’ di tempo ad esplorarsi, a scoprire i propri tesori nascosti attraverso meditazioni, seminari, riflessioni.

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Quindi il viaggio può essere inteso non solo in senso prettamente fisico, come spostamento da un luogo all’altro, ma anche in senso metafisico o spirituale.

E proprio perché entrambi sono forme di evoluzione e cambiamento, l’esperienza o il ricordo di un viaggio fisico può diventare lo spunto per un viaggio interiore, per arricchire la propria consapevolezza.

E per sperimentare questa connessione, al prossimo viaggio potresti fare i seguenti esercizi:

Appena arrivi a destinazione fermati un attimo, metti l’attenzione sul tuo respiro e sul fatto che stai respirando in quel determinato luogo; poi ripeti mentalmente le seguenti frasi: “durante questo viaggio decido di fluire, di impegnarmi ad essere presente a ciò che accade, di non oppormi a ciò che incontrerò sul mio cammino."

Durante il viaggio goditi le sensazioni non solo attraverso la vista, ma attraverso tutti i sensi coinvolti: concentrati su odori, suoni, sapori, energie presenti dense e palpabili. A volte chiudere gli occhi può aiutarci a mettere l’attenzione sulle diverse percezioni… E poi immagina come sarebbe se, non solo durante questo viaggio, ma anche nel viaggio della vita, iniziassi a fidarti di tutti i sensi per definire la realtà, per andare oltre le apparenze.

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Così facendo potrai aprirti ad accogliere i doni che ogni città, ogni luogo visitato vorrà farti: un senso di pace e di condivisione, la bellezza di un’opera d’arte o di un paesaggio naturale, il silenzio... E puoi aprirti anche alle persone che incontri, agli sguardi, al toccarsi, all’urtarsi casuale tra la folla, alla gentilezza, alla disponibilità, al dialogo a volte incomprensibile, ma comunque comunicativo, a quella consapevolezza diffusa tra i viaggiatori di tutti i tempi e di tutti i luoghi dello scorrere delle cose, del viaggiare comune.

Ricorda che ogni persona è un universo, come lo sei tu, con i propri buchi neri e con lo splendore delle proprie stelle... e allora centrati nella tua essenza e da quel punto ascolta dentro e fuori da te, ascolta ogni parte del tuo essere e riconosci le tue qualità.

Senti la gratitudine per l’esperienza che stai vivendo e trova un modo per esprimerla.

Buon viaggio...

di Giovanni Chinellato.

Tags: Cambiamento,, respiro, cambiare, viaggiare, viaggio, lavoro, tu

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