Cibo ed emozioni quali sorprese ci riservano? Come possiamo conoscerci meglio attraverso il nostro rapporto con il cibo.

Cibo ed emozioni: due importanti aspetti della nostra vita che sono strettamente collegati tra loro e che possono aiutarci a conoscerci meglio e a perseguire il nostro benessere. 

Emozioni 

Quando si dice: “sono triste, sono arrabbiato, sono deluso, sono felice, sono entusiasta…” che parte di noi può dire questo? Qual è la parte che sente le emozioni? Una parte istintiva, sensibile, fragile, meno controllabile, la nostra parte più intima, più umanamente ricca ma anche spesso la più ferita; è la parte più piccola di noi, quel bambino o quella bambina che siamo stati. 

Il corpo cresce, la parte intellettuale si costruisce e si istruisce, le emozioni si esprimono ed esprimono ciò che noi proviamo. Ma cosa succede quando le emozioni sembrano regnare sovrane e prendere il sopravvento, o semplicemente ci riempiono di gioia o di dolore fino ad annullare tutto il resto? Oppure cosa succede quando cerchiamo di controllare le nostre emozioni e raramente le lasciamo esprimere? 

Essere consapevoli di cosa si muove dentro di noi ci permette di costruire e mantenere un maggior equilibrio

Proprio perché le emozioni sono molto legate alle nostre esperienze infantili, per comprendere quali sono i bisogni di questa parte di noi possiamo semplicemente chiederci di che cosa hanno bisogno i bambini: rassicurazione, protezione, regole, coerenza, nutrimento, amore... le stesse cose di cui ha bisogno la nostra parte emozionale. 

Le diverse parti possono a volte non avere gli stessi bisogni, o addirittura i loro bisogni possono essere contrastanti o opposti; intelletto, emozioni e corpo possono avere esigenze diverse, tempi diversi, sensazioni diverse e così via. 

Quando tutto è in armonia non percepiamo alcun problema: le diverse parti comunicano, collaborano, si accordano sulle loro divergenze per il nostro benessere complessivo. Quando invece non c'è comunicazione, non c'è armonia, c'è rigidità, tensione, stress, dubbi, paure, eccessi. 

In questi casi, consciamente o inconsciamente, spesso si cerca di fare qualcosa per sentirsi meglio, per allontanare il malessere da noi, per compensare disagio e frustrazione: dormire, fare sport, guardare la TV, internet, lamentarsi, tutte le varie dipendenze, tra cui mangiare. 

cibo3

Cibo 

Il cibo è la nostra prima esperienza di relazione e nutrimento affettivo, oltre che fisico, e rimane ancorata dentro di noi (per quasi tutti noi perché purtroppo in alcuni casi non è così), come risorsa per ritornare ad uno stato di sicurezza, di pace e amore. 

Culturalmente il mangiare accompagna diversi eventi della nostra vita: matrimoni, funerali, ricorrenze, rituali di passaggio, feste, e così via. E allora, visto che il cibo è così legato al nostro sistema emotivo, è interessante diventare consapevoli delle emozioni che proviamo quando mangiamo attraverso le seguenti domande: 

· Cosa provi quando decidi di mangiare qualcosa? In quale stato d'animo sei? C’è entusiasmo, desiderio, piacere, curiosità, noia, fastidio o qualcos’altro? 

· Cosa scegli di mangiare quando senti il bisogno di mettere qualcosa in bocca? Dolce, salato, cibo sano, cibo spazzatura? 

· Mangiare per te è una “coccola” o è una punizione? Qual è la tua coccola preferita fuori pasto? O usi il cibo per farti del male? 

· Che differenza c'è quando mangi o quando “mangiucchi”? Come cambiano le sensazioni fisiche? E gli stati d’animo? 

Anche quando sembra che con il cibo ci facciamo consapevolmente del male, ad esempio mangiando troppo o troppo poco o scegliendo cibi poco sani, in realtà il motore che ci spinge è sempre quello di nutrire un bisogno. Se identifichiamo quale bisogno emerge quando cerchiamo coccole nel cibo, possiamo anche decidere di trovare delle alternative: se ad esempio il bisogno è quello di fuggire dalla noia, un’alternativa potrebbe essere l’attività fisica o la lettura; se il bisogno è di colmare una mancanza di affetto, possiamo scegliere di telefonare ad una persona amica. 

cibo1

Rispetto al nostro rapporto con il cibo, le esperienze del passato e dell’infanzia giocano un ruolo fondamentale. Pensate a tutte le volte in cui mangiate qualcosa perché vi ricorda qualcosa o qualcuno: la torta della nonna, la bevanda calda di quando avevate mal di pancia, le pastine che vi portavano per festeggiarvi o per stare insieme, oppure il vostro cibo preferito preparato per voi in qualche occasione speciale; o al contrario il cibo usato come punizione: "oggi solo verdure e niente dolci". Ricordate anche cosa era vietato e cosa era apprezzato nella vostra famiglia di origine. 

A questo proposito, per approfondire questa opportunità di autoconoscenza può essere utile tenere un diario in cui segnare tutte le volte in cui si sente un forte desiderio di mangiare qualcosa, soprattutto fuori pasto, e appuntare come ci si sente in quel momento, quali sono i bisogni, che cosa stava accadendo in quel momento... 

L'obiettivo è quello di aumentare la consapevolezza del legame tra il cibo e le emozioni. La sorpresa è che lavorando sulle emozioni si può regolare il proprio rapporto con il cibo e che cambiando il proprio rapporto con il cibo si possono riequilibrare le emozioni. 

Si può poi decidere di spostare la gratificazione che cerchiamo nel cibo su qualcos’altro, e per capire quali possano essere le azioni utili e che possano funzionare, chiedetevi cosa vi potrebbe mettere in quello stesso specifico stato d'animo che state ricercando con il cibo. Iniziare ad osservare può essere un primo passo e provare a sperimentare qualche variazione può diventare l'inizio di un nuovo sentiero.

di Donata Dante.

Tags: emozione, consapevolezza, cibo, equilibrio, benessere, relazione, sorpresa, sperimentare

  • Home
  • NEWS
  • Cibo ed emozioni quali sorprese ci riservano? Come possiamo conoscerci meglio attraverso il nostro rapporto con il cibo.