È bello come… me! Apprezzare la bellezza ci rende più belli.

“La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla” scriveva il filosofo David Hume, e l’esperienza ce lo conferma: qualcuno può trovare bella una persona, una musica, un’opera d’arte che altri ritengono brutti; gli stessi canoni estetici che dovrebbero dettare regole per la definizione di bellezza, sono in realtà assolutamente variabili in base alla cultura, alle mode dell’epoca, a una sorta di gusto condiviso che il più delle volte viene rivoluzionato dalla generazione successiva.

La definizione di bellezza trovata nei vari dizionari parla di insieme di qualità percepite, che suscitano sensazioni piacevoli, definite in base a giudizi e paragoni, e che generano un senso di connessione tra sé e l’oggetto osservato. Più praticamente, si potrebbe dire che la bellezza è qualcosa che risulta gradevole al corpo, soddisfa le emozioni, solletica l’intelletto e innalza lo spirito. Quando siamo in contemplazione della bellezza sperimentiamo uno stato di beatitudine simile all’innamoramento, ci avviciniamo alla parte divina del nostro essere e ci sentiamo parte del tutto. In alcuni casi addirittura ci sembra di essere una cosa sola con l’oggetto che ammiriamo. Chi non è stato mai rapito dalla bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte?

E in un certo senso il contemplare la bellezza rende più bello anche colui che la contempla, sia interiormente in quanto ci arricchisce e ci rende più aperti e benevoli verso noi stessi e verso il mondo, sia esteriormente e per comprenderlo basta guardare una persona innamorata o davanti a un bel paesaggio: gli occhi sono più aperti e luminosi, il viso più disteso, il sorriso più spontaneo, il corpo più vivo. La bellezza quindi, come affermava Hume, è qualcosa di totalmente soggettivo. Soggettivo nel senso che coinvolge profondamente il soggetto.   

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Ed è dinamica. Sì, la bellezza non è mai statica, non può esserlo perché ha in sé il ritmo della vita. Le stesse opere d’arte cambiano con il tempo e la loro bellezza assume nuove sfaccettature, ci comunica ogni giorno qualcosa di diverso ed è anche in questo cambiamento che possiamo scoprire la bellezza. Questo dinamismo della bellezza si può sperimentare osservando come cambiano i colori delle rocce durante una giornata in base all’inclinazione della luce del sole.

E, proprio perché la bellezza è soggettiva, cambia perché noi che la contempliamo e che la apprezziamo siamo in continuo cambiamento e anche in questo cambiamento, in questa evoluzione possiamo trovare la nostra stessa bellezza.

Possiamo dimenticare i canoni estetici culturali e iniziare ad apprezzare ciò che appaga il nostro intero essere, sapendo che, ogni volta che ci regaliamo bellezza noi diamo un nutrimento buono a noi stessi e alle persone che sono intorno a noi. Condividere la bellezza è come donare qualcosa di noi agli altri e questo crea un senso profondo di intimità in cui le parole non servono.

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E per approfondire ecco tre poesie molto diverse tra loro che possono appagare diversi gusti oltre ad arricchire una riflessione su questo tema:

La bellezza - Kahlil Gibran

Quanto ancor più bella sembra la bellezza - William Shakespeare

Inno alla Bellezza - Charles Baudelaire

di Laura Nardi.

Tags: Cambiamento,, bellezza, innamoramento, condividere

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