Libri consigliati

Libri consigliati perché molto utili per esplorare da differenti punti di vista la bellezza dell’essere umano.

  • CAMBIARE SI PUÒ – Un futuro diverso dal passato con il metodo Hoffman
    Tim Laurence, edizioni Tecniche Nuove, 2005

    “In alcuni momenti della vita sentiamo che lo spazio intorno al nostro cuore si fa angusto e buio e non dà possibilità di accogliere altro se non disperazione e sofferenza. In quei momenti osservare il pensiero che domina la nostra mente […] aiuta a distaccarsi da un falso Sé e da una personalità che sono solo parte della nostra esistenza. Ne sono la parte più inutile, resistente, limitante.

    Andare oltre, nel profondo del movimento della nostra anima, dischiude innumerevoli possibilità; nuove e intriganti; curiose e affidabili. In questo libro troverete molte chiavi per aprire queste innovative possibilità di crescita e di evoluzione.

    Vi auguro di leggerle con riconoscenza per chi le ha messe a disposizione e per il coraggio che vi portate dentro con Amore verso voi stessi.”

    Anna Zanardi, Direttore scientifico di Psychologies Italia

  • L’ANIMA E IL SUO DESTINO
    Vito Mancuso, Raffaello Cortina Editore, 2007

    Esiste e com’è la vita dopo la morte? L’autore elabora un futuro di vita prescindendo da interventi dall’Alto. Anche in alternativa al relativismo scettico, il teologo/filosofo V. Mancuso ci parla della coscienza laica che cerca la verità prescindendo da dottrine istituzionali, basandosi solo sulla convinzione profonda che qualcosa esista.
    E’ un libro sull’eterna, imprescindibile ricerca dell’uomo sulla verità. Molti di noi camminano a tastoni su questo percorso inquientante, trovandosi di fronte soprattutto domande.
    L’anima e il suo destino”, con coraggio e lucidità, analizza il bisogno di spiritualità. E’ una riflessione utile a credenti e non.
    Vale la pena rischiare di leggerlo? Secondo me sì, perché è un viatico che, prima di tutto, aiuta ad amare la vita, perché essa non tradisce, se non viene tradita.

  • TI HANNO F****TO
    Oliver James, edizioni Rizzoli, 2005

    Ci sentiamo intrappolati dalle aspettative che avevano su di noi i nostri genitori? La nostra vita ci appare dominata dalla gelosia o dalla competitività o dalla mancanza di fiducia in noi stessi?

    Oggi va di moda dare la colpa ai geni: saremmo tutti vittime del patrimonio genetico che abbiamo ereditato. In questo libro provocatorio fin dal suo titolo, lo psicologo Oliver James sostiene la tesi opposta: agli effetti pratici è il modo in cui siamo stati accuditi, curati, educati nei primi sei anni di vita ad avere un ruolo cruciale in ciò che siamo: il modo in cui i genitori (o le persone che si sono occupate di noi) hanno risposto ai nostri bisogni fondamentali ha formato la nostra coscienza.

    E in base alle esperienze dell’infanzia impostiamo le nostre successive relazioni con gli insegnanti, i compagni di scuola e i colleghi di lavoro, gli amici e i partner.

    Esperienze che hanno poi un effetto diretto sulla realtà fisica, fissando gli schemi elettrochimici del nostro cervello.

    Basandosi su un ampio campione di esempi reali e casi clinici (e sulla vita di celebri personaggi pubblici, dal principe Carlo a Woody Allen), Oliver James mostra le radici infantili dei disagi emotivi e la sconcertante tendenza che tutti noi abbiamo a ripetere i modelli e i copioni dell’infanzia.

  • IL PICCOLO LIBRO DELL’OMBRA
    Robert Bly, Edizioni Red, 1992

    Nasciamo pieni di potenza e perfezione. Con tutte le energie e il perfetto adattamento che 150.000 anni di vita arborea e 5.000 anni di vita tribale ci hanno regalato.

    Ma la metà di tutti i tesori con cui ci consegniamo al mondo non piacciono a mamma, a papà, alla maestra. E finiscono nel sacco.

    Il sacco è la parte oscura di noi stessi, sacrificata per ricevere consenso e diventata ombra. Un’ombra subdola e perversa che, per poter sopravvivere, striscia di nascosto fuori di noi e occupa altri corpi, altre vite.

    Quelle dei nostri amori, dei nostri amici, dei nostri vicini di casa e vicini di nazione. Perché l’ombra è individuale ma anche collettiva. È lo scarto della società che rifiuta quanto non è in linea con i valori correnti. Ed è così che amori, amici, vicini di casa e vicini di nazione diventano inconsapevoli usurpatori; ladri involontari della nostra parte di ombra.

    Il gioco si chiama proiezione: vediamo in loro le “potenze” che non riconosciamo in noi, santi o diavoli che siano. Riassorbire l’ombra vuol dire riassorbire la porzione di vita che abbiamo sacrificato.

    Vale la pena sopportarne il costo: rivivere il dolore del rifiuto che trasformò parte di noi in rifiuto da occultare.

  • A CHE GIOCO GIOCHIAMO?
    Eric Berne, Bompiani, Saggi tascabili, 1997

    In ciascuno di noi ci sono almeno tre soggetti: Genitore, Adulto, Bambino. Che cosa succede quando gli interlocutori interpretano ruoli diversi e, per esempio, l’aspetto adulto di un interlocutore s’incontra con la parte bambina dell’altro?

    E perché, nonostante la fatica che comporta questa commedia degli equivoci che è il “gioco” sociale, continuiamo ad andare in scena? Perché senza il contatto con gli altri si muore dal momento che, in forma ritualizzata e socialmente accettabile, questo contatto è in verità una carezza, un’espressione mascherata dell’affettività.

    Un libro brillante, veloce e comprensibile che mostra, attraverso l’analisi transazionale, quanto siano indispensabili per la sopravvivenza psichica, e fondanti per la definizione del sé, le interrelazioni sociali.

  • LA FERITA DEI NON AMATI
    Peter Schellenbaum, Edizioni Red, 1991

    Chiudere con il passato; rinunciare all’amore impossibile ricercato nell’infanzia per andarselo finalmente a prendere dove si trova.

    La ferita dei non amati, in gradazioni diverse, è una ferita che appartiene a tutti poiché l’esperienza del non amore, in verità, è un’esperienza esistenziale che mette in gioco le categorie dell’Io e dell’Altro.

    L’autore, teologo e psicanalista, sconfina in questo libro nella filosofia pur mantenendo una grande concretezza e coerenza di fondo, grazie al ricorso alla propria esperienza clinica.

    Fondamentale l’attenzione riservata al corpo, sede del vitalismo anche psichico e – dunque – alla psicoenergetica.

  • L’APPROCCIO DELLA GESTALT
    Fritz Perls, Astrolabio, 1977

    All’inizio c’è il “campo”. Il campo è composto dal bambino e dall’ambiente che gli sta intorno. Il bambino deve imparare a manipolare l’ambiente se vuole soddisfare i propri bisogni.

    Perché ciò avvenga ambiente e sé devono essere percepiti entrambi, e in ugual misura. Ma qualcosa può andare storto. Per esempio, il bambino può finire per introiettare molto ed esprimere poco, perdendo a poco a poco il contatto con se stesso.

    Può essere troppo spesso interrotto e frustrato nell’azione e finire, così, per percepire tutto ciò che è a lui esterno come ostile. Il risultato di questi ed altri tipi di fallimenti è la nevrosi.

    L’autore – uno dei massimi esponenti della gestalt, insegna in questo suo ultimo libro – quasi un testamento destinato innanzitutto ai propri allievi – a ritrovare il contatto con il sé e a portare avanti l’azione sull’ambiente fino al suo perfetto compimento.

    Fino alla chiusura della gestalt (forma in tedesco), appunto. La circostanza creata perché ciò avvenga è il qui e ora. Ne sono esempio le situazioni terapeutiche raccolte nell’ultima parte del libro.

  • VERSO UN’ECOLOGIA DELLA MENTE
    Gregory Bateson, Adelphi, 1976

    Che cosa c’entra la logica con la psicologia? C’entra, perché se il messaggio verbale è equivoco o in contraddizione con il comportamento e i sentimenti di colui che parla, chi ascolta se ne accorge, si disorienta e può finire per pensare che gli altri siano creature incomprensibili e poco affidabili.

    Può finire per pensare questo soprattutto se è un bambino. Gregory Bateson, in questo poderoso excursus del suo pensiero, attraversando antropologia, cibernetica, psichiatria e linguistica, ipotizza l’esistenza d’idee universali sottese ad ogni disciplina.

    Quasi esistesse un ecosistema mentale volto all’ordine, capace di organizzare le idee, selezionarle e dirigerne l’evoluzione verso sistemi di pensiero compiuti.

    Un’elaborazione architettonica perfetta e fragile, che può cadere sotto qualsiasi, innocente “perché” (basta leggere, nel primo capitolo, le domande che la bambina rivolge al padre) ma, evidentemente, necessaria.

    Tanto necessaria che se a questa struttura chiara e ordinata subentra il disordine, la mancanza di nesso, l’ambiguità del messaggio, il rischio è sviluppare una psicopatologia.

    Centrali, a questo proposito, sono gli studi di Bateson sulla schizofrenia intesa come un difetto di logica e di astrazione, conseguente all’equivocità e contraddittorietà dei messaggi – verbali e non – ricevuti da bambini.

  • L’ATTO DI VOLONTA’
    Roberto Assagioli, Astrolabio, 1977

    C’è una funzione dentro di noi più alta di tutte le altre, potente e sofisticata, a cui bisognerebbe affidare il tavolo della dirigenza.

    È creativa e totalmente appartenente alla sfera del libero arbitrio. Si chiama Volontà e ci accomuna a Dio, se è vera l’affermazione teologica che vuole il mondo creato esclusivamente da un atto di Volontà. Atto – appunto – divino.

    Roberto Assagioli, fondatore della psicosintesi, riformula il concetto di volontà in maniera completamente nuova: non più strumento di autorepressione, necessario per tenere a bada le spinte dell’inconscio, o di prepotente e rozza autoaffermazione, ma centro della coscienza dell’individuo e funzione che, se fatta crescere, può influenzare tutte le altre funzioni e il nostro sentire.

    Con un atto di volontà possiamo consapevolmente esercitarci ad essere positivi verso la vita; con un atto di volontà bene orchestrato possiamo dirigere cuore, mente e corpo per il raggiungimento dei nostri obiettivi. Che più alti sono e più fanno della volontà un’alleata del disegno divino.

    E da qui – dal Fiat Voluntas Tua – Assagioli apre la finestra che dà sull’Universale, passando attraverso la filosofia transpersonale e il concetto di supercosciente. Un atto di Volontà arrivarci.

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