When you’re serious about change
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Il metodo Hoffman è un programma strutturato, ideato da Robert Hoffman, che utilizza tecniche affinate e perfezionate nell’arco di quarant’anni.
Utilizza vari strumenti, come la scrittura, la visualizzazione, la condivisione e l’espressione emotiva, e consente di sperimentare tutti i livelli del proprio essere, intellettuale, emotivo, spirituale e fisico, che compongono ciò che Bob Hoffman chiamava la “Quadrinità dell’individuo”.
Raccomandato da medici ed educatori, terapeuti e consulenti aziendali – categorie interessate a stimolare un cambiamento personale positivo – il metodo Hoffman oggi è disponibile in 14 Paesi.
“Nella mia esperienza, dopo averlo consigliato a più di novanta clienti, posso dire che il metodo Hoffman consente di superare in modo efficace i momenti di stallo e accelera la fase di guarigione. Produce rapidamente risultati che potrebbero richiedere anni di lavoro con impostazioni più tradizionali”.
Gary Lapid, professore associato di psichiatria clinica, Stanford University
Due sono gli assunti teorici del Metodo Hoffman:
Quando un piccolo essere viene al mondo possiede un corpo, che include il patrimonio genetico e tutti gli istinti che ne preservano la vita. Possiede un corpo, non lo è! Il corpo e tutte le sue caratteristiche formano l’Io Fisico.
Il corpo, che include il cervello, è la dimora fisica per gli aspetti psichici del sé.

Attraverso il corpo noi agiamo e manifestiamo i pensieri dell’intelletto, i sentimenti dell’Io Emozionale e l’essenza dell’Io Essenziale.
L’Io Fisico:
Appena il bambino inizia a relazionarsi col mondo esterno – e questo avviene molto presto poiché è attraverso l’altro che il bambino può sopravvivere – accadono in lui stati emozionali in risposta agli stimoli esterni; viene inoltre investito dalle emozioni di chi lo circonda che creano nuovi sentimenti, che a loro volta ne creano altri in risposta e così via.
Con l’andare del tempo, nel bambino si sviluppano degli standard in rapporto all’ambiente in cui vive.
Si crea un’identità emozionale che darà la matrice alle esperienze che si vivranno, anche in età adulta.

L’Io Emozionale racchiude sentimenti espressi attraverso il corpo. È il luogo dove i modelli dell’Amore Negativo si manifestano per primi nello sviluppo.
L’Io Emozionale Negativo viene definito “infantile”.
L’Io Emozionale non ha né il senso del tempo né dello spazio.
Tende facilmente a regredire.
| Caratteristiche positive | Modelli negativi |
|---|---|
| Curioso | Ribelle |
| Giocherellone | Chiuso/ Testardo |
| Gioioso | Vergogna/ Senso di colpa |
| Senso dello humour | Rabbioso/Ansioso |
| Creativo | Atteggiamento difensivo |
| Spontaneo | Rigido |
| Avventuroso | Pauroso/ Prudente |
| Apprezza se stesso/ gli altri | Non amabile/ Indegno |
| Capace di essere addolorato | Triste/ Depresso |
Mano a mano che il bambino cresce incominciano a svilupparsi anche le funzioni cognitive; il bambino incomincia a pensare, a connettere, a riconoscere un mondo astratto.
Mentre le funzioni cognitive hanno radice nel patrimonio genetico e filogenetico, il contenuto mentale si forma in interazione col mondo adulto di riferimento, fino a cristallizzarsi – nelle sue convinzioni basilari – in un’identità intellettuale.

L’Io Intellettuale, il processore del nostro pensiero logico, l’Io che risolve i problemi, è fatto di ciò che pensiamo e del modo in cui lo pensiamo.
E’ fatto della nostra visione del mondo, dei nostri valori e credenze. Oltre che nell’Io Emozionale, anche nell’Intelletto risiedono i modelli dell’amore negativo. “Dovrei, non dovrei; fai quello, non fare quello; posso, non posso ecc.” sono tutte convinzioni che risiedono nell’Intelletto e possono essere sia positive sia negative.
Sono negative quando sono incontrollabili, compulsive.
Qui di seguito alcune qualità dell’Intelletto:
| caratteristiche positive | modelli negativi |
|---|---|
| Razionale | Critico |
| Comprensivo indulgente | Razionalizzatore |
| Bene informato | Giudicante |
| Creativo | Sulla difensiva |
| Logico/Sintetico | Polemico/Ingannatore |
| Analizzatore | Tendente a giustificare |
| Capace di valutare | Ammonitore |
Torniamo un po’ indietro. Abbiamo detto che il bambino alla nascita non è un corpo ma lo possiede.
Ciò che è già presente sin dalla nascita e che non abbisogna di sviluppo ed educazione è ciò che il bambino è realmente. È il semplice esistere.
È il senso di essere che non necessita di parole per definirsi.
È la vita che scorre in ciascuno di noi.
Nell’Hoffman questa funzione viene definita Io Essenziale.

L’Io Essenziale è l’aspetto non programmato, un aspetto dell’Io positivo non mediato, puro, aperto, desideroso di incarnare in questo mondo la nostra natura ampia e vera.
Il nostro Io Essenziale risuona in armonia con l’Universo.
La Quadrinità è il nostro Io completo, integrato e in equilibrio, che comprende tutti e quattro gli aspetti.

Questi sono in relazione fra loro e formano un sistema complesso e interattivo.
Il bambino, per crescere, ha bisogno di cure continue e già questa necessità crea un rapporto di dipendenza assoluta dall’amore dei genitori.
Amore conquistato ottenendo il loro consenso. Inoltre, per strutturare la propria identità, il bambino ha bisogno di modelli da assimilare attraverso l’imitazione.
I nostri genitori sono stati i nostri modelli.
E’ l’amore a garantire la vita
Fra i mammiferi, gli esseri umani richiedono il periodo più lungo di cure e nutrimento da parte degli adulti. Di fatto, non possiamo sopravvivere ai nostri primi anni senza continue cure fisiche ed emozionali.
I bambini hanno bisogno di sentire che non saranno abbandonati e che sono amati e tenuti in considerazione dai loro genitori o da figure simili.
Da neonati, l’amore e l’affetto sono tanto vitali quanto il cibo e il riparo. Per crescere bene, il bambino ha bisogno di un continuo afflusso di amore incondizionato da parte di mamma e papà.
Quando si verifica un’interruzione dell’amore da parte dei genitori, per esempio a causa di divorzi, abbandono, morte, prigionia, o per semplice assenza temporanea, per il bambino il vincolo di parentela si spezza. Il sentimento è di non essere adatto ad essere amato.
L’Amore Negativo è quindi questo: sentirsi non amati.
La dipendenza dai genitori si accompagna alla natura egocentrica del bambino. Entrambi questi aspetti rendono inevitabile la programmazione da parte degli adulti.
Ecco come John Bradshaw (Healing the Shame That Binds You, Health Communications, 1988) spiega la relazione fra dipendenza ed egocentrismo.
“I bambini sono… egocentrici. Pensare in modo egocentrico significa che un bambino prende sul personale qualunque cosa… L’impatto che ha su di lui la mancanza di tempo dei suoi genitori gli provoca la sensazione di non avere valore. Il bambino vale meno del tempo, dell’attenzione, degli scopi dei suoi genitori. L’egocentrismo di un bambino interpreta in modo egocentrico qualunque evento. Se Mamma e Papà non sono presenti è per causa mia. Ci deve essere qualcosa che non va in me altrimenti starebbero con me”.
Ma perché i bambini sono egocentrici?
I bambini sono egocentrici perché non hanno avuto il tempo di sviluppare i confini dell’ego.
Il confine dell’ego è una forza interiore grazie alla quale una persona mantiene il proprio spazio interiore. Senza questi confini una persona non ha protezione.
Un confine saldo è come una porta con una maniglia all’interno.
Un confine debole è come una porta con una maniglia all’esterno.
L’ego di un bambino è come una casa senza porte.
Ci vuol tempo per costruire le serrature dell’Ego.
I bambini sono egocentrici per natura (non per scelta).
Il loro egocentrismo è come una porta e una maniglia provvisori che vengono usati fino a che non possono essere costruiti confini saldi.
I confini saldi provengono dall’identificazione con i genitori – che questi confini li possiedono – e che li trasmettono ai propri figli fungendo da modelli. Attraverso l’interiorizzazione dei propri genitori, i bambini creano una guida affidabile dentro di loro”.
I bambini hanno bisogno di rispecchiarsi e riflettersi. Questo avviene attraverso gli occhi delle persone principali che si sono prese cura di loro.
Rispecchiarsi significa che qualcuno è lì per loro e riflette chi essi sono veramente in ogni momento. Durante i primi tre anni della nostra vita ognuno di noi ha avuto bisogno di essere ammirato e preso seriamente.
Avevamo bisogno di essere accettati per la nostra unicità.”
Conquistiamo i genitori rinunciando a noi stessi
La necessità di “rispecchiarsi e riflettersi” nell’adulto, ha come conseguenza inevitabile l’assimilazione del modello e la rinuncia a quelle parti di se stessi che lo specchio non può o non vuole riflettere.
Parti percepite come errori da eliminare, pena la perdita dell’amore e il rischio di non sopravvivere.
I condizionamenti indotti dall’amore negativo producono una coazione a ripetere.
Per tutta la vita riproduciamo comportamenti e schemi di pensiero assimilati nell’infanzia, anche quando sappiamo che sono sbagliati e comunque inadeguati alle circostanze.
Infatti, l’antica paura di perdere quell’amore che garantì la nostra sopravvivenza persiste sempre con molta forza. Anche quando ci ribelliamo al modello, non andiamo molto lontano.
Sensi di colpa e mancanza di autonomia reale (costruire in opposizione a qualcosa non produce alcun vero cambiamento), ci imprigionano dentro nuove gabbie.
Il tentativo primitivo e innocente di non essere separati dai nostri genitori prosegue anche da adulti.
Infatti, anche quando siamo in grado di capire che ci sono alternative, ed anche quando riconosciamo che i nostri comportamenti non ci rendono felici, continuiamo ad agire come abbiamo appreso per poter conservare, inconsciamente, l’amore dei genitori.
L’Amore Negativo ci tiene in una morsa.
Esso annulla la nostra capacità di amare liberamente. Per esempio, nelle nostre relazioni, cerchiamo inconsapevolmente di ritrovare l’amore di Mamma e Papà scegliendo compagni che manifestano tratti simili ai loro.
Il proiettare inconsapevolmente e automaticamente i nostri genitori sui nostri partner, su chi rappresenta l’autorità, sui capi, amici, colleghi, insegnanti viene definito “transfert”.
Esso ricrea il nostro sistema familiare iniziale e proietta le problematiche della Sindrome dell’Amore Negativo nella vita presente con tutti i suoi corollari: resistenza, conflitto, rifiuto, dolore e perdita.
La conseguenza della proiezione è che perdiamo autenticità e creatività nelle relazioni.
A causa della programmazione ricevuta nella loro infanzia, i nostri genitori non hanno saputo nutrirci; nutrire la nostra essenza perfetta.
La loro stessa essenza non è stata nutrita dai loro genitori.
Non gli è mai stato insegnato come onorare, rispettare e amare se stessi, quindi come potevano insegnarlo a noi?
Se fossero stati capaci di farlo avrebbero rispettato noi, e noi, saremmo stati nutriti con l’amore e saremmo cresciuti con un forte senso di sicurezza sociale.
In ultima analisi per liberarci dell’Amore Negativo dobbiamo:
Quando saremo veramente capaci di perdonare i nostri genitori dai livelli più profondi del nostro essere, emozionalmente ed intellettualmente, allora potremo perdonare noi stessi.
Il perdono interrompe il nostro bisogno interiore e la dipendenza dai genitori della nostra infanzia, permettendoci di essere liberi dai comportamenti negativi incontrollabili.
Il metodo Hoffman non consiste nello sradicare determinati comportamenti ma nell’eliminare la necessità di agirli in modo incontrollato ed automatico.
Questo è ciò che intendiamo con trascendenza: la scelta libera dalle costrizioni dei modelli che abbiamo ereditato.
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